La cellulite è il nemico numero uno delle donne. Pochi sanno che si tratta di una vera e propria patologia a carico dell’ipoderma che si infiamma modificando visibilmente i tessuti interessati. Una volta che l’infiammazione si è instaurata, molto difficile debellarla. 

Diversi i fattori che favoriscono l’insorgere della cellulite, tra cui una vita sedentaria, un’alimentazione corretta, il fumo ma anche malattie della tiroide, allergie o un uso eccessivo di farmaci. 

La cellulite è un fenomeno particolarmente diffuso tra le donne, dovuto al fatto che l’organismo tende a trattenere i liquidi in eccesso causando un certo gonfiore in alcune parti del corpo, come gambe, cosce, glutei, pancia e caviglie. I liquidi, infatti, non vengono assorbiti dal corpo per via di un’alterazione del sistema circolatorio. Il risultato? Un effetto antiestetico che in molte conoscono.

RITENZIONE IDRICA

È la tendenza ad accumulare liquidi in eccesso tra le cellule a causa di un malfunzionamento del sistema venoso e linfatico. Infatti, all’origine della ritenzione idrica vi è proprio uno squilibrio tra la quantità di potassio che si trova all’interno delle cellule e la quantità di sodio, che invece sta all’esterno di esso.

CELLULITE

È una alterazione dei tessuti sottocutanei che porta all’accumulo di liquidi e tossine metaboliche tra una cellula e l’altra e che, nella maggior parte dei casi, diventa visibile anche in superficie nelle temute spoglie della cosiddetta ‘buccia d’arancia’. 

Esistono tre differenti tipologie di cellulite a seconda del loro stadio di avanzamento:

– stadio 1: provoca edema, cioè un accumulo di liquidi, presente all’interno del tessuto adiposo soprattutto in corrispondenza di caviglie, polpacci, cosce e braccia.

– stadio 2: si ha un aumento del tessuto connettivo ed un indurimento dell’adipe con conseguente formazione di tanti piccoli noduli (la cosiddetta pelle a buccia d’arancia).

– stadio 3: scaturisce un indurimento e raffreddamento del tessuto, con noduli di grandi dimensioni spesso cause di forte dolore.

La cura della ritenzione idrica si basa sulla correzione delle cause che hanno dato origine al disturbo. In assenza di patologie importanti, il maggiore responsabile della ritenzione idrica è lo stile di vita.

Alcune abitudini poco salutari contribuiscono ad aggravare la situazione:

fumo;

eccessivo consumo di alcolici;

sovrappeso;

predisposizione per i cibi salati;

abuso di farmaci e caffè;

abiti troppo stretti;

tacchi troppo alti;

rimanere a lungo in piedi senza muoversi.

RIMEDI

Un approccio corretto nell’alimentazione deve basarsi su un corretto equilibrio dove mai dovete volgere le scelte verso l’iperproteico. Carboidrati complessi quali farro, quinoa, miglio, amaranto, pasta integrale, kamut, riso basmati, segale, avena e prediligere carni bianche e pesce sicuramente è già un’ottima base. 

Il training riveste un ruolo determinante dove la scelta del lavoro anaerobico (con i pesi) permette di mantenere un profilo di training anaerobico alattacido. 

Vero è che il training con i pesi può portare ad un aumento (lieve) dello stress che può essere modulato attraverso l’alimentazione.

Aumentare gradualmente il tempo sotto tensione permette di mantenere un profilo alattacido inducendo una ricerca di attivazione muscolare ben mirata che vada ad indurre l’angiogenesi ovvero la creazione di nuovi vasi sanguigni volti a migliorare la vascolarizzazione e quindi la microcircolazione.

Drenanti ad hoc a base di tarassaco, betulla, finocchio sono dei potenti supporti in quanto vanno ad incidere sulla circolazione non solo aumentando il consumo idrico giornaliero ma focalizzando il processo sullo smaltimento delle scorie e sull’eliminazione dei liquidi in eccesso.

Nella realizzazione del DREN STRONG ho posto particolare attenzione su due aspetti, l’efficacia ed il gusto, rendere piacevole bere acqua in quantità arricchendo con stevia ed aromi la propria bevanda e quindi essere costanti nella corretta assunzione.

CAMBIARE È POSSIBILE.

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