Spesso parlo di come gestire diversamente la frequenza di allenamento e la durata dello stesso. La corretta tempistica di lavoro è sempre soggettiva in quanto la propensione alla sopportazione del cortisolo ci espone al rischio di perdere qualità sia aumentando l’infiammazione sia vanificando gli sforzi effettuati in palestra.

Spesso nell’arco dell’anno viro da un approccio da 3 a 4 allenamenti settimanali e viceversa proprio per trovare nuove risposte fisiche. La gestione di questo aspetto incide anche sulla capacità di recupero del soggetto così che i livelli di stress vengono influenzati dalla scelta stessa e permette di apprezzare al meglio le strategie alimentari.

Ora ovvio che se la donna è ectomorfa spesso e volentieri è consigliabile stare a 3 allenamenti altrimenti andrà a rendere difficoltoso il processo di acquisizione del volume muscolare rendendo inutile l’aumento delle quote dei carboidrati. L’ectomorfo detto anche con metabolismo veloce deve trovare anche un durata limitata per evitare di aumentare i livelli di stress per i quali poi andrebbe a perdere massa muscolare catabolizzando

Una donna ginoide endomorfa altresì non può stare sempre a 4 allenamenti specie se l’approccio è a lungo termine ipocalorico in quanto le scarse calorie incidono su un maggior livello di cortisolo ed un allenamento così intenso può sfociare in un graduale aumento dell’infiammazione e quindi di ritenzione idrica e cellulite.

Avete mai pensato a legare le vostre scelte alle calorie??? Lo so sembra strano ma se ti dicessi che ogni qual volta incidi sulla dieta incidi anche sul training?
Le scelte correlate sono quell’aspetto che garantisce un risultato duraturo ed ottimale, specie in regimi dove i progetti di riduzione del grasso corporeo o aumento della massa muscolare richiedono un approccio mirato volto a cambiare le proporzioni estetiche.

Il timing del training è allo stesso modo importante, esiste per tutti noi un range ottimale di allenamento al di sotto del quale ci stiamo sottostimando e sopra il quale andiamo in overtraining. Lavorare con tempi sotto tensione elevati permette di migliorare la soglia di sopportazione anche se allenarci troppo a lungo ci porta a rischiare un catabolismo nel lungo periodo.

Reputo fondamentale avere la massima intensità nel training, con durate sempre contenute e utilizzando tecniche che portano allo sfinimento le fibre muscolari per raggiungere la massima forma possibile.

BUON ALLENAMENTO.