Un consumo eccessivo di zucchero favorisce l’obesità, condizione correlata a una maggior incidenza di patologie cardiovascolari, diabete e diversi tipi di cancro. Per questo l’OMS raccomanda di non superare una quantità di zuccheri semplici pari al 10% dell’introito calorico giornaliero, quantità che, per un adulto con un fabbisogno di circa 2.000 calorie, corrisponde a 50 grammi (10 cucchiaini).Purtroppo gran parte degli alimenti considerati più gustosi sono dolci e anche ricchi di  grassi, soprattutto se consideriamo quelli industriali. Barrette, biscotti, bibite e merendine possono contenere grandi quantità di zucchero. 100g di cioccolato al latte hanno circa 50 g di zucchero, una crostatina Esselunga alla marmellata da 42g ne contiene quasi 15. Uno snack “completo” come Nutella&Go! (39g di crema a base di nocciole e 13g di grissini) supera i 22g, che arrivano a 37 se si considera  la versione dello snack abbinata a una confezione di Estathé da 125ml.


Lo snack “completo” Nutella&Go contiene ben 37 grammi di zucchero a porzioneUn’altra importante fonte di zuccheri sono i succhi di frutta e le bibite, spesso additate come uno dei fattori responsabili di sovrappeso e obesità per bambini e ragazzi, tanto che in Irlanda è stata da poco introdotta una tassa sulle bibite zuccherate. Una lattina di Coca-Cola contiene 35g di zucchero (7 cucchiaini!) e fornisce 139 calorie; una di Fanta arriva a 39g , per 158 calorie. Le bevande dolci sono particolarmente dannose perché la forma liquida permette di ingerire una grande quantità di zuccheri senza rendersene conto e senza provare un adeguato senso di sazietà. Insomma, una bibita bevuta durante il pasto non ne sostituisce una parte, ma lo accompagna e quindi sono zuccheri e calorie in più. E non va certo meglio se le bibite sono consumate fuori pasto, perché ingerire zuccheri durante tutta la giornata provoca una continua stimolazione del pancreas che deve produrre insulina per regolare la glicemia.I succhi di frutta sono più salutari delle bibite ma solo quando hanno il 100% frutta e anche in questo caso il consumo deve essere comunque  limitato: un brik da 200 ml ha mediamente 25g di zucchero derivati dalla frutta e non sono certo pochi.Stretto il legame tra l’eccesso di zuccheri e i livelli di stanchezza dove spesso la pessima gestione dei livelli di zuccheri porta a pericolosi crolli energetici.


STANCHEZZA MENTALE Anche se la stanchezza mentale non influisce direttamente sui muscoli, essa può senz’altro ridurre il rendimento fisico. Il dottor Eric Newsholme della Oxford University ha scoperto una correlazione tra il livelli dell’aminoacido triptofano nel cervello e il grado di stanchezza mentale. Quando il triptofano entra nel cervello, può deprimere l’attività del sistema nervoso centrale, provocando sonnolenza e stanchezza. Questo accade perché nel sangue ci sono sufficienti quantità di leucina, isoleucina, valina, che sono aminoacidi a catena ramificata, che regolano l’ingresso del triptofano nel cervello.Durante l’attività fisica prolungata le cellule muscolari iniziano ad usare maggiori quantità di aminoacidi, al fine di ottenere energia da essi, in quanto sono dei buoni sostituti energetici del glucosio. Questi vengono estratti dal sangue e così si riduce, conseguentemente, la loro concentrazione. Risultato è che la loro diminuzione, soprattutto degli aminoacidi prima menzionati, permette al triptofano di entrare nel cervello ed attivare il meccanismo che conduce alla stanchezza centrale.


Numerose ricerche scientifiche hanno mostrato come le performance sportive sono influenzate principalmente dai valori ematici. L’obiettivo principale di ogni atleta, sia a livello amatoriale che agonistico è migliorare il consumo di ossigeno da parte dei muscoli, nel lungo periodo questo risultato si ottiene attraverso l’aumento del credito muscolare; il credito muscolare è l’aumento della massa muscolare che comporta un miglioramento della funzione cardiovascolare.Il benessere fisico e psichico del nostro corpo quindi è quindi direttamente influenzato da una corretta ossigenazione delle cellule che vengono così nutrite in modo adeguato prolungandone la vita.Ma come migliorare l’ossigenazione muscolare?
La miglior ossigenazione anzitutto deriva da una corretta alimentazione infatti i numerosi studi sugli alimenti presenti in natura ci hanno mostrato come determinati alimenti contenenti aminoacidi, vitamine e minerali migliorano le qualità ematiche dei muscoli.

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